Questo Focus è nato dalla passione per le opere di un grande artista:

Jean-Baptiste Monge

Jean-Baptiste Monge è nato a Nantes in Francia, l’11 giugno 1971 ed attualmente vive in una piccola città canadese. È considerato uno dei più grandi autori e illustratori fantasy al mondo.

Pubblicò il suo primo libro, Halloween, nel 1996 in collaborazione con Erle Ferronnière, insieme al quale ha collaborato per dieci anni fino al 2004. Nel 2006 pubblica il suo primo volume, Carnet de croquis, archives de Féerie Tome I, del quale cura le illustrazioni, il testo e il layout, così come nel successivo Celtic Faeries. Nel 2007 e 2008 ha lavorato al libro L'Univers des Dragons. Proprio nel 2008, durante la Utopiales, 9th edition of the International Science-Fiction Festival, ha ricevuto il Wojtek Siudmak Award 2008 per l'illustrazione di copertina di Comptines assassines, il libro di Pierre Dubois pubblicato da Hoebeke. Nel 2009 un nuovo premio riconosce il suo valore: la giuria di Spectrum 16, manifestazione che si svolge a Kansan City, gli assegnò il Silver Award for Book Illustration; sempre nel 2009 fu premiato per la sua intera opera, con l’Art&fact Award 2009 durante le Utopiales, 10th edition of the International Science-Fiction Festival. Nello stesso anno, durante lo Spectrum 19, ha ricevuto il Silver Award for Book Illustration per il volume Ragnarok e il Golden Award for Editorial per il volume Mic Mac Cormac.

Le sue opere attingono a piene mani al mondo della fantasia, delle favole e della mitologia celtica. Le sue sono tavole sempre ricche di fascino, stupore e incanto. Non era un bravo studente e le possibilità dei genitori erano limitate. Anche per questo la sua arte è frutto di un processo da autodidatta. Lasciò il college molto presto, entrando nella Advertisement and Graphic school di Nantes grazie ai lavori che presentò e ai buoni voti presi al college, rimanendovi due anni ed iniziando poi a lavorare nella pubblicità. L’incontro che gli cambiò la vita avvenne con Erle Ferronnière con il quale lavorò ai suoi primi libri, trovando la sua strada. Le sue fonti di ispirazione sono stati i personaggi della Disney, Tolkien, Edgar Rice Burroughs (John Carter, Tarzan), Frank Frazetta, Brian Froud e Alan Lee. Anche pittori come Gerome, Gustave Doré, o Norman Rockwell ed autori come Pascal Moguérou, Erle Ferronnière, Olivier Ledroit, John Howe, Paul Bonner, James Gurney, PJ Lynch, James Browne hanno ispirato le sue opere.

Monge è un pittore tradizionale, che pur se costretto ad utilizzare in qualche caso lo strumento digitale, preferisce l'acquerello, gli inchiostri acrilici o gli oli, a seconda di cosa deve riprodurre. Inizia sempre realizzando un bozzetto su carta e trasferendo il tutto su tela solo quando è completamente soddisfatto del lavoro fatto. Un artista pieno di immaginazione che ama osservare la gente in strada senza prendere appunti se non nella sua mente, preferendo i volti di persone anziane e piene di rughe. Monge sogna molti dei suoi personaggi studiando attentamente la postura e cercando un’idea divertente. Passa ore a valutare e scegliere il tono giusto del colore per ogni singolo elemento che compone una sua opera. Opere che quasi mai rappresentano grandi scenari, ma spesso ambienti piccoli, più intimi. Il suo ingegno è stato notato anche dalle major cinematografiche tanto che oramai collabora frequentemente con l'industria dell'intrattenimento per film, animazioni e videogiochi.

Fernando Volpe

Nel corso degli ultimi anni, la mia attività modellistica si è per lo più concentrata su soggetti di carattere storico, in cui il rigore uniformologico e la veridicità degli eventi da rappresentare sono parti essenziali, se non prioritarie, nella realizzazione di questi tipi di soggetti.

Quando mi è stato proposto di creare dei soggetti fantasy, mi sono trovato di fronte ad un mondo in cui la libertà di espressione e la libertà da determinati vincoli di rappresentazione è stato un piacevole diversivo. La prima scelta da fare è stata, senza ombra di dubbio, su quale aspetto orientarsi, visto che il mondo fantasy ha un’infinità di sfumature, personaggi, creature e non è sempre semplice scegliere un qualcosa che sia originale. Da qualche tempo conoscevo e ammiravo le splendide opere dell’illustratore francese Jean Baptiste Monge, un autore che riesce a coniugare la natura con un mondo di fantasia, dandogli un tocco di eleganza e poesia unico. Un altro aspetto che mi ha spinto a realizzare questi lavori è quello di avere due bimbe piccole e, come ogni genitore ben sà, questo ci porta spesso a vedere la vita con i loro occhi e con la semplicità che li contraddistingue. Scolpire i personaggi di Monge con le mie figlie che mi guardavano, e mi seguivano divertite, è stato un vero piacere.

Rispetto alle tavole originali di Monge, ho deciso di prendermi una piccola licenza “artistica” (spero che l’artista non me ne voglia per questo) nella realizzazione della scenetta con i tre personaggi che diversamente l’illustratore ha rappresentato separatamente. L’idea era appunto quella di raggruppare più tavole in un’unica scenetta e la presenza dei boccali è stato il comune denominatore che mi ha spinto alla loro scelta.

Passando all’aspetto realizzativo vero e proprio, ho deciso di scolpire i pezzi mantenendomi su una scala piccola (1:32) proprio per raffigurare al meglio le caratteristiche dei personaggi di Monge. La parte più complicata è stata dare le giuste proporzioni a figurini che non seguono le canoniche proporzioni artistiche, quella delle 8 teste. Passato questo inconveniente, l’elemento che ha richiesto il maggior tempo è stato il volto dei personaggi. Pertanto ho cercato di cogliere la simpatia e l’espressività che l’illustratore è riuscito a infondere ai propri lavori. Viste le piccole dimensioni, ho utilizzato lo stucco epossidico A+B, che si catalizza all’aria ed ha un tempo di lavorabilità di circa 2 ore.

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Fabrizio "rusto" Russo

Dipingere i soggetti ispirati ai mondi fiabeschi di Jean Baptiste Monge è puro divertimento. I colori sono sempre molto studiati, ottimamente calibrati ed estremamente realistici. Durante la pittura mi sembra di rivivere le scene rappresentate, come poche altre volte mi è capitato. Ottimo il lavoro di scultura che rende i personaggi credibili. Inutile dire quanto sia piacevole dipingere e scoprire questo genere di immaginario.. sarei sempre pronto a farne altri!

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