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Hulk vs Thor

Da sempre i lettori del genere supereroistico si sono interrogati su chi potesse essere il più forte tra tutti i loro beniamini. Le loro numerose e continue lettere inviate alle redazioni cercavano una risposta o una conferma alle proprie convinzioni. E le case editrici, come la Marvel o la DC cominciarono a proporre serie o numeri speciali incentrati su epici scontri, come “Le Battaglie del Secolo” o “Le Battaglie del Millennio” o numeri singoli come “Superman contro Muhammad Ali”, “Superman contro Wonder Woman” o il fantastico crossover “Superman contro l’Uomo Ragno” in albi, all’inizio, proposti anche in grande formato. Va detto che spesso non vi era una risposta definitiva proprio per non scontentare nessun supporter o venivano, altresì, proposti finali che sovvertivano quanto ci si potesse aspettare, come nel caso di Muhammad Ali che sconfigge due volte Superman. Gli scontri con maggiore fascino e incertezza sono proprio quelli tra i supereroi definiti come Above Top Tier (sopra i pesi massimi), tra i quali rientrano certamente Hulk e Thor.

Nel mondo dei comics i loro scontri sono sempre stati memorabili. Anche quando Hulk era stato potenziato dall’asgardiano martello Nul (durante la saga Fear Itself), Thor è riuscito ad evitare la sconfitta, scagliando il mostro verde nello spazio con un bel colpo di Mjolnir. Così non è stato però, quando Thor ha incontrato Rulk, o Hulk Rosso, da cui è stato sconfitto, e che utilizzò lo stesso suo magico martello per colpire il biondo dio dei vichinghi.

Sono loro quelli che probabilmente possono vantare un potere e una fama che altri non hanno. Nel corso dei decenni, questi due colossi si sono scontrati per una trentina di volte, ma sono ben poche le battaglie che hanno visto un vero vincitore. Qualche vittoria di Thor, qualche vittoria di Hulk e decine di pareggi. Thor e Hulk non hanno mai provato un odio reciproco, anzi. Il Dio del Tuono si è sempre dimostrato molto disponibile nei confronti del Golia Verde, ritenendo Banner una brava persona e offrendogli sempre la sua amicizia, rispettando la sua forza e il suo valore. Bruce invece non ha mai provato simpatia per almeno il 90% dei supereroi, ed uno dei suoi più grandi desideri è sempre stato quello di distruggere Thor e il suo martello. Il perché nessuno lo sa.

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Dio nordico del Tuono, della Forza e della Guerra, Thor era una divinità arrogante e viziata, ansiosa di vivere epiche avventure sin dalla sua giovinezza. Figlio di Odino e di Gea, la sua arroganza giunse al culmine quando fu in grado di sollevare il magico martello Mjolnir, l’arma più potente di tutti i Nove Regni con il quale attaccò i Giganti di Ghiaccio, andando incontro alla furia del suo onnipotente padre giacché con loro era stata firmata una pace, e per questo gesto fu bandito su Midgard, la nostra Terra.

Dimenticando le sue origini divine, Thor diventò il medico disabile Donald Blake, il potere di un Dio racchiuso nel corpo di un fragile dottore zoppo, in perenne complesso d’inferiorità a causa della sua condizione. Durante un viaggio in Norvegia, il medico si ritrovò a fronteggiare un’invasione aliena da Saturno. Scappando dagli invasori, Blake fu costretto a rifugiarsi in una grotta, dove trovò quello che sembrava un antico bastone da passeggio. Battendolo a terra, esso si rivelò essere il magico martello Mjolnir, e Donald tornò ad essere il Mitico Thor. Messi in fuga gli alieni, comincerà a vivere una doppia vita: quella del medico Donald Blake e quella del Vendicatore Thor.

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La vita di Robert “Bruce” Banner era sempre stata caratterizzata, invece, da un’immensa rabbia repressa. Figlio di un padre alcolizzato che in seguito ucciderà la madre, il futuro Gigante Verde otterrà la sua vendetta assassinando con le sue stesse mani il genitore degenero. Da adulto, Robert sfogherà il suo odio sui libri, divenendo uno dei più brillanti scienziati del pianeta, soprattutto nel campo della fisica nucleare e dei raggi gamma. Sotto la supervisione di colui che diverrà poi il suo più acerrimo nemico, il generale Thaddeus “Thunderbolt” Ross, e della sua affascinante figlia, Betty Ross (l’amore della sua vita), Bruce lavorava a un progetto del governo finalizzato alla creazione di un ordigno ai raggi gamma. Proprio durante la prova, però, il giovane Rick Jones, si intrufolerà nella base segreta per una scommessa, e Banner sarà costretto a intervenire per salvare il giovane, finendo egli stesso investito dai raggi gamma. Le conseguenze saranno disastrose e cambieranno per sempre la vita di Bruce: l’esposizione alle radiazioni avevano infatti dato forma a tutto ciò che più c’era di oscuro nell’anima del fisico nucleare. Tutta la rabbia e tutto l’odio di una vita andranno a formare la possente figura dell’inarrestabile Hulk. Originariamente il Gigante era grigio, ma a causa di complicazioni dovute alle difficoltà tipografiche, si decise di cambiare in verde, che divenne poi il tratto distintivo del personaggio. All’inizio, invece di trasformarsi a causa di rabbia e stress, Banner diveniva il suo alter-ego solo di notte. Quella di Hulk è una figura tormentata: braccato, cacciato, odiato da tutto e da tutti, la sua vita sarà un susseguirsi di perdite e dolori, e più di una volta cadrà in pezzi lasciando il mostro sempre più sconfitto e abbattuto da un nemico che non si può prendere a pugni.

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Una delle prime volte che i due titani si scontrano è nell’albo uscito nel 1965 "Journey into Mystery # 112". In questa storia la lotta tra loro non vede un vero vincitore con lo stesso Thor che chiede a Odino di limitare i poteri del suo martello.

Nell’albo degli anni '90 "Incredible Hulk # 440" sia Hulk e sia Thor appaiono molto diversi da come sono oggi con il secondo che indossa un costume estremamente diverso e il primo che è colorato con una tonalità diversa di verde e sfoggia una folta barba. È un Bruce Banner di un futuro alternativo, divenuto un despota e che ha ucciso la maggior parte degli altri supereroi del pianeta, facendosi chiamare "The Maestro". La lotta tra i due eroi si conclude senza un vincitore definitivo con Hulk che salva Thor dallo scoppio di una bomba atomica lanciata dall’esercito, intervenuto sul campo.

In una saga, poco amata e apprezzata, “Fear Itself”, Hulk, raccoglie uno dei martelli magici a disposizione, diventando "Nul, Breaker of Worlds" e combattendo contro Thor insieme a La Cosa.

Anche sugli schermi abbiamo visto trasferire questo conflitto. I due mediometraggi a cartoni animati, prodotti dalla Marvel Studios nel 2009, intitolati Hulk vs vedono appunto in uno Hulk combattere contro Wolverine e nell’altro contro il mitico Thor. Durante il sonno ristoratore di Odino, Asgard viene protetta dai suoi migliori guerrieri. Il malvagio Loki vuole approfittare della situazione, e rapisce Bruce Banner separandolo da Hulk, per utilizzarlo come ubbidiente strumento della propria vendetta. A Hulk si oppongono i vari eroi asgardiani, per ultimo proprio Thor, ma il gigante verde sfugge anche al controllo di Loki. La furia di Hulk è inarrestabile, nulla può opporsi, nemmeno una alleanza tra Thor e Loki, né la stessa Hela, regina degli Inferi, dove finalmente l’anima di Bruce Banner aveva trovato la pace sempre anelata. Sarà la stessa Hela, per timore di vedere il suo regno distrutto, a ricongiungere il corpo di Hulk con la mente di Bruce Banner, che verrà riconosciuto come un grande eroe dallo stesso Odino, per aver difeso le mura di Asgard.

Un conflitto tra questi due possenti eroi si è trasferito anche sul grande schermo, nei film The Avenger (2012) e Thor (2011), mentre le anticipazioni del prossimo Thor: Ragnarok (in uscita nel 2017), ci annunciano che il biondo dio si scontrerà con il verde Golia in una arena, come due antichi gladiatori.

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