Featured Image

Dumbo

  • TITOLO ORIGINALE: Dumbo
  • ANNO: 1941
  • GENERE: Animazione
  • REGIA: Ben Sharpsteen, Norman Ferguson, Wilfred Jackson, Bill Roberts, Jack Kinney, Samuel Armstrong
  • SCENEGGIATURA: Joe Grant, Dick Huemer, Otto Englander, Bill Peet, Aurelius Battaglia, Joe Rinaldi, George Stallings, Webb Smith
  • DURATA: 64’

Dumbo è il protagonista dell’omonimo film prodotto da Walt Disney nel 1941, il quarto grande Classico Disney (dopo Biancaneve, Pinocchio e Fantasia). Era nato come personaggio pubblicitario per un nuovo giocattolo, ma grazie a questo film, acquista fama mondiale. Il lungometraggio è prodotto a costi relativamente contenuti per rientrare delle perdite subite con Pinocchio e soprattutto con Fantasia. La storia si basa sul racconto scritto da Helen Aberson e illustrato da Harold Pearl: mamma Jumbo, elefantessa di un circo itinerante, riceve dalla cicogna un cucciolo dalle orecchie enormi e che diventa ben presto lo zimbello degli altri elefanti. Suo unico amico è il topolino Timoteo, insieme al quale riuscirà a spiccare il volo e a essere accettato dai suoi simili. Pur nella sua brevità (64 minuti appena) il film riesce a toccare numerosi temi: l’emarginazione, la solitudine, il ruolo della famiglia e degli amici ma soprattutto l’importanza di credere in sé stessi per trasformare la propria eccezionalità in un punto di forza, un trampolino per volare alti, sopra le teste di tutti quelli che, accecati dal conformismo, scambiano la diversità per un difetto.

Morale importante, che viene accompagnata da un’animazione coloratissima e anti-realistica; a tratti sembra di stare di fronte a una Sinfonia Allegra (le “SillySimphony”, i cortometraggi animati prodotti dalla Walt Disney Productions tra il 1929 e il 1938, ma più lungo del solito), perfetta per un pubblico di piccolissimi che vengono sedotti anche dall’ambientazione circense allegramente riprodotta e dai malinconici occhioni del piccolo elefantino. L’espressività di Dumbo infatti è particolarmente curata e non a caso lui e la sua mamma sono gli unici personaggi del film che non parlano mai. Il loro è un dialogo fatto esclusivamente di sguardi e di gesti e questo li avvicina ancora di più alla sensibilità dei bambini, avvezzi a esprimersi molto più con abbracci, sorrisi e sguardi tristi che con le parole.La sceneggiatura d’altro canto alterna con abilità,parte comica e parte triste, soffermandosi con maestria e volontà di ricerca dell’emozione, sulle scene più struggenti. Le immagini surreali e deformate del sogno “alcolico” di Dumbo non spaventano, anzi, al contrario, risultano molto divertenti.Il finale in parte lascia perplessi per la chiusura precipitosa appena Dumbo impara a volare.

Featured Image Featured Image Featured Image

La sua figura di elefantino diverso dagli altri è diventata certamente leggenda e le sue orecchie enormi a sventola, rappresentano da molto tempo ed in diversi contesti, un appellativo metaforico ormai di culto. Un film che affronta temi difficili con la giusta delicatezza e con uno stile elegante talvolta farcito da un'efficace ironia e riesce soprattutto a caratterizzare molto bene i suoi personaggi, dal più buono al più cinico e cattivo, tra i quali svetta il simpatico e furbo topolino Timoteo che decide di diventare amico di Dumbo non appena si accorge di quanto venga deriso ed isolato ingiustamente da tutti. Un messaggio quello del film, molto evidente e forte. In Dumbo c’è la realtà del dolore e della sofferenza che si trasformano, nello spettatore,in intense emozioni. Il film insegna ad accettare la diversità, a saper vedere in ogni cosa un aspetto positivo, a non fermarsi alle apparenze e ai giudizi degli altri, ma a scavare in profondità per riuscire ad apprezzare tutti nonostante i piccoli difetti, perché solo così si può vincere la discriminazione. La colonna sonora ha un ruolo fondamentale nello sviluppo della storia, ne accompagna le vicende, mette in risalto le emozioni provate dai personaggi. Straordinaria è poi la scena degli elefantini rosa, un mix di colori e musica che crea grandi effetti di stili, forme e luce. Un paesaggio surreale dove queste creature cambiano continuamente forma e colori e che serve ad alleggerire la tensione emotiva accumulata, una scena originale, sorprendente e innovativa.

Featured Image Featured Image

Matteo Murelli

"Dumbo the journey" è la nostro tributo ad un classico dell’animazione che ci ha fatto sognare da piccoli e ancora oggi esercita tutto il fascino della magia Disney. Assieme all’amico Stefano Mocchetti, ci siamo immaginati il piccolo elefante ormai adolescente e desideroso di intraprendere il “Viaggio” che lo riporterà alla sua vera casa.

Abbandonando lo stile cartoon per abbracciare una versione più cinematografica, la nostra interpretazione vuole sottolineare da un lato la crescita del personaggio e dall’altro il passaggio dal mondo circense a quello di una vita reale. Dumbo, quindi, assieme all’amico Timoteo, lascia il circo e con esso gli indumenti che ne caratterizzano l’appartenenza per indossare caschetto, occhiali e foulard da aviatore per i quali il carattere tipicamente vintage è stato scelto come omaggio al film originale del 1941.

Featured Image