NANI

Nei miti appartenenti alla religione tradizionale pre-cristiana dei popoli scandinavi, i Nani sono descritti come una razza specifica. Simili all’uomo, ma di statura più piccola, i Nani sorsero dalla terra come vermi dopo la creazione del mondo. Essi nacquero spontaneamente dalle ossa pietrificate, dal sangue divenuto acqua e dalla carne putrefatta del gigante preistorico Ymir, ucciso da Odino e dai suoi fratelli, i quali diedero poi ai Nani, o Dvengar, un aspetto antropomorfo e li dotarono d’intelligenza. Fu così che ebbe origine l’industrioso popolo del sottosuolo.

Molti tra gli oggetti più famosi della mitologia nordica sono stati realizzati dalle abili mani dei nani. Tra questi possiamo ricordare: Mjollnir, il martello di Thor, Gullimbursti, il cinghiale da battaglia dalle setole d’oro del dio Freyr e la sua nave Skioblaonir, Draupnir, l’anello d’oro di Odino e Gungnir la sua lancia, i capelli d’oro di Sif, il collare Brisingamen di Freya.

I Nani non vivono in un luogo preciso; infatti, le varie sotto razze, nelle quali si sono sviluppati, popolarono foreste, colline e fossi. I Nani che s’incontrano più frequentemente sono quelli delle montagne; essi scavano tunnel e gallerie, dove poi stabiliscono il loro regno; la ragione principale della loro prosperità e ricchezza risiede nei metalli e nelle rocce che estraggono dalle montagne. All’interno di queste montagne, i Nani costruiscono sale e gallerie altissime e spaziose per rendere magnifico il posto in cui abitano e impressionare i visitatori (basti ricordare le sale del regno dei Nani nel film “Hobbit”). Generalmente un regno dei Nani è strutturato intorno ad una monarchia o a un’oligarchia; nel secondo caso, le decisioni vengono prese da un re e da un consiglio di saggi, oppure da un ristretto numero di anziani, solitamente discendenti dei fondatori del regno.

La loro statura (tra il metro e il metro e mezzo) non impediva loro di rappresentare la razza più forte nel combattimento corpo a corpo; infatti, i Nani sono robusti e compatti tanto da pesare quanto un essere umano o molto di più (secondo alcune leggende i Nani possono pesare anche 250 kg). Hanno muscoli sviluppati, grazie al lavoro nelle miniere e nelle fucine, hanno capelli rossicci o castani e barba raccolta in lunghe trecce ornate con anelli e gioielli di ogni tipo; la barba rappresenta un elemento importante nella personalità del Nano, poiché simboleggia forza e saggezza. Se un Nano si macchia di gravi crimini, gli viene tagliata la barba e bruciata la pelle del viso, così da impedire che la barba ricresca.

I Nani sono descritti come estremamente longevi, forse immortali; in alcune leggende, dove si narra della loro nascita dalla roccia, le femmine sono assenti. In altre, le femmine sono descritte dai Nani come bellissime, anche se alcune avevano la barba e un vocione. I Nani erano dei guerrieri impavidi: amavano combattere corpo a corpo, utilizzando come armi asce, martelli, picconi e urgrosh. Anche se la maggior parte dei Nani vedeva l’arcano con diffidenza, poiché lo riteneva frutto del male e portatore di sventure, alcuni di loro si dedicavano alla magia, soprattutto nelle dottrine a contatto con le rune; per questo erano chiamati “Forgiarune”. I Nani indossavano pesanti armature che non impedivano loro movimenti agili, grazie al fatto che essi erano fisicamente molto forti.

Basta leggere una storia che li veda protagonisti per capire che sono un popolo socievole, allegro, soprattutto davanti ad un boccale di birra, ma anche sospettoso con gli stranieri. I Nani possono anche essere avari, ma non sono mai violenti; infatti, essi scavano le montagne alla ricerca di oggetti preziosi, commerciano, ma non attaccano altri popoli per impossessarsi delle loro ricchezze. I Nani sono anche orgogliosi e reputano la loro razza la migliore. Essi non litigano mai tra loro poiché si considerano tutti fratelli, uniti da un unico vincolo familiare; se litigassero tra loro, sarebbero banditi dal gruppo. I Nani sono molto testardi; infatti, non cambierebbero mai una decisione presa, a meno che non sia una persona rispettata o di più alta gerarchia a chiederglielo; sono anche una razza fedele come poche altre. Con la fine dell’epopea vichinga e con la completa cristianizzazione della terra del nord, Elfi e Nani cessarono di avere un ruolo nella mitologia, per sopravvivere solo nel folklore e nelle fiabe. Oggi sono tornati a godere di ottima salute grazie alla letteratura e ai numerosi giochi fantasy. Per questo motivo, non è difficile darne una rappresentazione. Nelle fiabe popolari, come ad esempio quella di Biancaneve, i Nani hanno conservato il loro carattere di avidi e industriosi signori del sottosuolo, mentre sono i romanzi di Tolkien a nobilitarne l'immagine, spogliandoli del loro carattere soprannaturale e restituendoci una descrizione più fedele. Resta invece difficile capire chi o cosa fossero esattamente i Dvergar nel mito nordico.

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