PIRATI

La storia dei pirati e dei corsari è legata alla storia della navigazione, dell'esplorazione e della colonizzazione. Attraverso i romanzi d'avventura, e grazie al suo grande fascino, la storia dei pirati rappresenta ancora oggi uno dei luoghi privilegiati, dove dimora la fantasia di ognuno di noi.

Nel corso del tempo, i pirati sono stati indicati e soprannominati in diversi modi, come ad esempio “corsari”. In realtà, l’unica differenza esistente tra "pirati" e "corsari" è che questi ultimi agivano al servizio di una potenza marittima che, in cambio della protezione, pretendeva da loro una parte del bottino. Le iniziative dei corsari erano sempre mascherate da pretesti politici o religiosi e costituivano uno degli strumenti utilizzati dalle nazioni durante una guerra. Quando catturati, i corsari erano considerati alla stregua di prigionieri di guerra, ed erano sottoposti alle norme previste dal diritto bellico marittimo. Al contrario, i pirati, se catturati, venivano sommariamente giustiziati. Altri termini utilizzati per indicare questi gruppi di persone sono stati "bucanieri", derivato da Boucan, e "filibustieri", termine derivato dal francese flibustier (in inglese freebooter) o dall'olandese vrijbuiter (vrij = libero, buiter = bottino).

La pirateria è talmente antica da essere documentata già nell'Egitto dei faraoni. Vi sono esempi di pirati anche nel mondo classico tra i Greci e i Romani, e gli stessi Etruschi avevano la fama di pirati efferati. Nell’anno 100 a.C., lo storico Plutarco descrisse i pirati come coloro che, senza autorità legale, attaccavano non soltanto le navi mercantili, ma anche le città marittime. Queste parole rappresentano la prima definizione precisa del fenomeno della pirateria. L'Egeo era un luogo ideale per i pirati dell’epoca, poiché potevano facilmente nascondersi tra le migliaia d’isole e insenature, e da qui potevano avvistare e depredare le navi mercantili di passaggio, soprattutto quelle fenicie.

Nel 67 a.C., il senato romano incaricò il generale Pompeo di liberare i mari dal terribile flagello. Pompeo non riuscì del tutto nel suo intento poiché, si dice, che anche Giulio Cesare nel 78 a.C. venne catturato proprio dai pirati sulla rotta per Rodi. Cesare trascorse trentotto giorni di prigionia sull’Isola di Pharmacusa e solo dopo il pagamento di un riscatto ingente, fu liberato. Subito attaccò il rifugio dei pirati con quattro galere da guerra e cinquecento soldati, rientrando in possesso dei cinquanta talenti del riscatto, e facendo centinaia di prigionieri. L’istituzione delle due flotte romane contribuì per lungo tempo a tenere lontano dal mare i pirati. Con la caduta dell’Impero Romano, e dall’VIII secolo in poi, si affacciarono nuovi protagonisti, che ebbero il coraggio di compiere incursioni piratesche sui territori bizantini, e furono gli unici ad avere una flotta organizzata: i saraceni. Essi conquistarono la Sicilia e vennero considerati fuorilegge dallo stesso Regno Arabo di Spagna. Nell'alto Medioevo i vichinghi e i danesi compirono azioni piratesche contro i cristiani; nel basso Medioevo furono i cattolici latini a comportarsi come pirati contro arabi e bizantini e, finito il Medioevo, lo furono i turchi contro i cristiani in generale.

La pirateria moderna inizia nel XVI secolo, nel Mar delle Antille, quando inglesi, francesi e olandesi intendevano ridurre il predominio assoluto degli spagnoli nelle Americhe e sull'Atlantico; per questo motivo queste popolazioni finanziarono vascelli corsari allo scopo di saccheggiare i mercantili spagnoli. Famosi corsari furono Thomas Cavendish, Francis Drake e John Hawking. Non mancarono però donne pirata, come Mary Read e Anne Bonny, la scandinava Alwilda, l’irlandese Grace o’Malley e la capo pirata cinese Mrs. Cheng.

Furono i corsari francesi i primi ad attaccare e depredare i galeoni spagnoli quando, nel 1522, il navigatore Giovanni Da Verrazzano, due anni prima della scoperta della baia di New York, riuscì a catturare tre navi spagnole cariche di tesori. In meno di mezzo secolo la pirateria si estese in tutti i continenti, soprattutto nel Mar dei Caraibi, nel Mar Cinese Meridionale e nel Golfo Persico. Il Mar delle Antille rimase il centro della pirateria sino a metà Ottocento, sia perché là i pirati potevano godere di una serie di appoggi e favori sulla terraferma, sia perché le numerose isole presenti erano ricche di cibo e i fondali bassi impedivano inseguimenti da parte delle già lente navi da guerra. A partire dal 1722 la guerra contro la pirateria diventò feroce. Alle esecuzioni e spedizioni militari contro i filibustieri fecero da contraltare le violenze sempre più efferate dei pirati.

Con le impiccagioni degli ultimi filibustieri, Gow, Fly, Lyne e Low, in quattro anni la pirateria fu spazzata via. Di fatto, i pirati e corsari continuarono ad agire nell'Atlantico almeno sino al 1860, quando i velieri furono sostituiti dalle navi a vapore. La Dichiarazione di Parigi del 1856 proibì la guerra di corsa e mise fuorilegge la figura del corsaro, affermando che le Navi da Guerra sono gli unici soggetti che hanno diritto di partecipare alle ostilità.

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